Coronavirus: i condizionatori d'aria non favoriscono la diffusione

Per proteggerci dal Coronavirus i condizionatori potrebbero essere un nostro alleato. Il corretto funzionamento degli impianti di climatizzazione e dei filtri, infatti, ci aiutano a prevenire il rischio di contagio da Covid-19. E’ importante ricordare, infatti, che il virus non viaggia per via aerea da solo. Si propaga per effetto del droplet, trasportato dalle goccioline emesse dalla bocca e dal naso mentre si tossisce, si starnutisce o si parla. Non ci sono prove, invece, di una correlazione tra Coronavirus e condizionatori nella diffusione come aerosol. Lo ha spiegato ad Agorà di Rai3 il professor Gianni Rezza, direttore dipartimento malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità.

Coronavirus e condizionatori: i risultati delle ricerche

L’assenza di una correlazione tra Coronavirus e condizionatori d’aria è stata confermata in una nota stampa da Assoclima, l’Associazione dei Costruttori di Sistemi di Climatizzazione. Apposite ricerche sono state svolte dalle principali associazioni internazionali, come ASHRAE (American Society of Heating, Refrigerating and Air-Conditioning Engineers), REHVA (Federation of European Heating, Ventilation and Air Conditioning associations) e AiCARR (Associazione italiana Condizionamento dell’Aria, Riscaldamento, Refrigerazione). I risultati dimostrano come la ventilazione e la filtrazione diminuiscono i rischi di contagio da Coronavirus nei condizionatori. Non è affatto vero che si veicola il Covid-19 con l’aria condizionata. Il Coronavirus è molto meno contagioso per via aerea di altri virus. Si diffonde tramite il contatto diretto con le gocce pesanti prodotte dagli starnuti e dai colpi di tosse. Mentre le goccioline leggere presenti nell’aria sono molto meno pericolose.

Coronavirus e condizionatori: il ricambio dell’aria

Sia l’Istituto Superiore di Sanità sia l’Organizzazione Mondiale della Sanità hanno sottolineato l’importanza di cambiare di frequente l’aria e introdurre aria più pura dall’esterno, dove la concentrazione del Covid-19 è bassa. Il ricambio d’aria può avvenire in due modi: aprendo le finestre o oppure usando gli impianti di climatizzazione con ventilazione forzata. L’apporto d’aria potrebbe non essere sufficiente e potrebbero crearsi delle aree dove il ricambio non avviene. Il condizionatore, invece, riesce a distribuire il flusso di aria condizionata in modo uniforme in ogni zona.

Coronavirus e condizionatori: la manutenzione

Un altro vantaggio nel contrasto al Coronavirus dei condizionatori è dato dal fatto che gli impianti di climatizzazione non rimescolano l’aria ma la filtrano, rendendola più pulita e sicura. I prodotti per la climatizzazione Tekno Point sono dotati di filtri in grado di trattenere polveri, polline, smog, batteri e altre impurità, migliorando la qualità dell’aria che respiriamo. Indipendentemente dal Covid-19 l’aria condizionata necessita di essere filtrata per prevenire allergie, asma e problemi respiratori. Oltre al Coronavirus i condizionatori, se non correttamente puliti, possono ospitare allergeni, acari e microorganismi dannosi. Periodicamente è necessario sottoporre gli impianti a manutenzione per pulire o sostituire i filtri dalle impurità che si sono accumulate nel corso del tempo. Le operazioni di pulizia sono semplici. E’ sufficiente alzare lo sportello dello split dell’aria condizionata ed estrarre il filtro. Con un pennellino si procede a togliere gli accumuli di polvere e sporco. Si passa quindi un panno in microfibra inumidito con acqua e sapone o con un detergente a base antibatterica. Quando il filtro è pulito, si ripassa il panno inumidito solamente con acqua per rimuovere eventuali residui di detergente. Si lascia asciugare e infine si rimonta il pezzo nel condizionatore.

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